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Le orchidee - strategie riproduttive 27/05/2010

Alle Angiosperme, o piante con il fiore, appartengono le orchidee.

Si stima che la Divisione delle Angiosperme comprenda 250.000 specie diverse e un decimo di queste, appartenenti alla Classe delle Dicotiledoni, siano orchidee.

La distribuzione delle specie di orchidee è concentrata nella fascia intertropicale del globo, sono presenti anche nella regione mediterranea. In Italia si contano poco più di 100 specie diverse.


Orchidea sambucina (Dactylorhiza sambucinae)


Le orchidee come tutte le Angiosperme producono fiori, frutti e semi.

I semi leggerissimi, facilmente trasportabili dal vento a notevoli distanze, non possiedono sostanze nutritive per sostenere il processo della germinazione, questi una volta venuti a contatto con il terreno non riescono a germinare naturalmente. Le orchidee per procurarsi l'energia necessaria allo sviluppo necessitano la simbiosi con un'ifa fungina.

Se il seme cade in un luogo adatto e viene a contatto con un'ifa fungina questa l'aggredirà nel tentativo di digerire il seme come una qualsiasi sostanza organica. Il seme a questo punto, grazie alla secrezione di enzimi, contrasterà l'attacco del fungo sottraendo al fungo stesso sostanza nutritive riuscendo così ad innescare il processo di germinazione. Non appena la nuova piantina che si sta sviluppando avrà messo le prime foglioline, comincerà a produrre autonomamente le sostanza nutritive per mezzo della fotosintesi clorofilliana.


Cipressino o Orchide a farfalla (Orchis papilionacea)


Il fungo rimarrà presente per tutta la vita nelle radici della pianta assorbendo il nutrimento prodotto con la sintesi clorofilliana dall'orchidea. La simbiosi tra il fungo e le radici di una pianta è nota come micorizza.

Se l'interazione tra i due organismi riesce a proseguire nel modo corretto si avranno buone possibilità che l'orchidea diventi adulta e fiorisca. Questo complicato meccanismo di germinazione richiede un arco di tempo molto lungo che va dai quattro anni ad oltre dieci anni a secondo della specie.

Oltre a questo sistema di riproduzione le orchidee si riproducono per via vegetativa perpetuando lo stesso individuo tramite la formazione di gemme dormienti ad ogni stagione di fioritura.


Orchide maggiore (Orchis purpurea)


Questo tipo di riproduzione, come l'auto fecondazione molto diffusa nelle orchidee, se da una parte non favorisce lo scambio genetico tra individui abbassando la variabilità genetica della popolazione e rendendola meno elastica ai cambiamenti ambientali, dall'altra favorisce gli endemismi, ovvero la presenza di specie esclusive in territori circoscritti.

L'autogamia, ovvero la capacità di auto fecondarsi in alcune specie, è l'alternativa alla fecondazione spontanea e la pianta la mette in atto qualora l'ovario non fosse stato fecondato spontaneamente.

Le orchidee sono piante perenni e si perpetuano da un anno all'altro sviluppando una nuova vegetazione partendo da gemme dell'anno precedente.

La maggior parte delle orchidee, se le condizioni ambientali non presentano marcate differenza stagionali, mantengono le strutture vegetative formate negli anni precedenti.

Le orchidee spontanee italiane sono legate a cambiamenti climatici stagionali e rinnovano ad ogni ciclo stagionale la parte vegetativa della pianta.


Tullia (Coenonympha tullia) posata su orchidea Serapide lingua (Serapias lingua)


Nel terreno i rizotuberi delle orchidee spontanee italiane, formati nell'ultima stagione, attendono l'arrivo delle piogge autunnali per iniziare un nuovo ciclo vegetativo. La gemma, utilizzando le scorte nutritive contenute nel rizotubero, si sviluppa ed emergendo dal terreno forma le foglie in grado di fotosintetizzare alla luce del giorno producendo le sostanze nutritive per sostenere una nuova fioritura e per formare un nuovo rizotubero. Con l'arrivo dell'estate, di norma, la parte vegetativa della pianta secca.


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